lunedì, febbraio 06, 2006

Riassunto 23/a giornata

La tribuna di GIORGIO TOSATTI:
L’arbitro Dattilo il 15 gennaio agevolò la vittoria dell’Inter danneggiando con più errori il Cagliari. Ricordandone le malefatte passate (indimenticabile il gol convalidato in Udinese-Brescia col portiere De Sanctis a terra), esortammo il designatore a tenerlo in stand-by ed eventualmente affidargli gare meno importanti. Invece, dopo tre turni senza serie A, Mattei lo manda a Juve-Udinese, delicato snodo dello scudetto. Una follia, ai tempi del sorteggio non sarebbe finito neppure nella griglia dei candidati. È la quarta volta, in questa stagione, che dirige i campioni cui porta bene (6 vittorie su 6 incontri).
Nessuno dubita della sua buona fede
-
è un’ottima persona - ma non ha le qualità per dirigere ad alto livello. Nel migliore dei casi deve far molta gavetta. Così falsa la partita. Perché il secondo cartellino giallo con cui espelle Muntari (la cui reazione non ha comunque giustificazioni) è eccessivo. Il giocatore colpisce prima la palla e poi le gambe di Nedved, la cui magistrale interpretazione dell’eroe colpito a morte inganna probabilmente Dattilo. Al quale, è giusto ricordarlo, manca il replay. Nedved ha sempre avuto, anche negli anni d’oro, una certa tendenza a simulare: ora esagera. A livello internazionale non giova, lo ricordo anche a Totti ed altri specialisti. Da noi molti arbitri abboccano. Ma un errore si può commettere. Se vi si aggiungono il gol vincente di Del Piero in fuorigioco ed un sospetto rigore su Vidigal (che forse aveva preso il pallone con la mano), va riconosciuto che l’Udinese è stata sconfitta più dall’arbitro che dalla Juve. Brutta, senza idee, senza vivacità, incapace persino di prendere il sopravvento in superiorità numerica.
Arriva male allo scontro con l’Inter.
Capello non è al massimo della forma.
Sottovalutò la Roma nella prima gara di Coppa Italia: assurdo mandare in campo un mucchio di riserve e poi logorarsi nel ritorno per rimontare. Sbagliato affrontare un’Udinese decimata ma tonica e compatta, con Camoranesi vice-Vieira. L’azzurro ha fatto il possibile ma non è un incontrista. Nedved e Mutu si accentravano troppo, Zambrotta e Balzaretti spingevano poco. Ancora più assurdo, sull’1-0, tenere tre attaccanti invece di rinfrescare la squadra con Blasi, oltre a Giannichedda. Mai visto un centrocampo della Juve così prevedibile.
Anche Inter e Fiorentina
han vinto con lo stesso punteggio,
ma nessuno può discutere la legittimità dei loro successi. Cruz e Figo han confezionato il gol risolutivo, Toni ha messo la ventiduesima tacca (l’anno scorso erano appena 7). Annullata una rete valida di Cambiasso, Adriano non trova proprio la porta, i viola han rischiato un po’ troppo col Lecce, Toni rivendica un rigore. Mercoledì Prandelli e Mancini si sfideranno a Firenze: nessuno ha fatto più progressi di loro, rispetto a un anno fa: 24 e 15 punti, poi Capello con 12 e Donadoni con 11. I viola in casa han ceduto solo alla Juve.
Da quanto accade mercoledì capiremo se il big-match di domenica
fra le prime due può incidere o no sullo scudetto. La Juve mercoledì riceverà il Parma. I viola rischiano di farsi acciuffare dalla Roma, al settimo trionfo consecutivo proprio in Emilia. Il calendario nelle prossime giornate è decisamente favorevole a Spalletti. Il quale può eguagliare il record dei successi a seguire (10) con Cagliari, Siena ed Empoli. Solo Juve (9) e Milan (8) han fatto meglio quest’anno. Le assenze (Montella, Nonda, Kuffour) han obbligato l’allenatore a cambiar formula, trovandone una che valorizza le qualità tecniche e le caratteristiche di molti giocatori. Da Totti straordinario pivot d’attacco. L’ho paragonato a Di Stefano, Cruijff e per certi versi a Valentino Mazzola; ho chiesto a tutti i c.t. di utilizzarlo come seconda punta (e può fare anche la prima). A Perrotta diventato un formidabile incursore, a Mancini dilaniato come molti compagni dalle intolleranti radio private romane, a Mexès e Chivu, al rinato De Rossi. Grande calcio, grandi numeri ed una certezza: la Roma si diverte.
Perde definitivamente i contatti col vertice il Milan.
Si allontana anche il secondo posto e la Fiorentina è lì, a un solo punto. Noioso pareggio all’Olimpico dove la Lazio conserva la propria imbattibilità, nonostante molte assenze. C’è forse un rigore iniziale di Gilardino su Mauri. I rossoneri fanno qualcosa in più per vincere e costruiscono alcune buone occasioni. Ma le punte di Ancelotti non mordono e quando trovano la porta ci pensa Peruzzi. Quando non ci arriva neppure lui è la traversa a dire no a Shevchenko.
Il Cagliari è quart’ultimo, pareggi esterni di Treviso, Ascoli, Palermo (due volte in vantaggio!) e Messina. Precipita l’Empoli nonostante il cambio di panchina.

4 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

8/2/06 18:35  
Anonymous Anonimo said...

Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

8/2/06 18:35  
Anonymous Anonimo said...

Ho detto Forza inter!!

11/2/06 15:40  
Anonymous daddà said...

:D :D :D che risate

11/2/06 15:43  

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