lunedì, gennaio 23, 2006

Riassunto 21/a giornata

Considerazioni a cura di G. Tosatti:
Non è la Juve marziana, sconta alcune assenze
(Ibrahimovic e Nedved),
la legittima pausa di Trezeguet dopo quella formidabile striscia di gol, una congiuntura tradizionalmente negativa della preparazione, l’incalzare degli avversari e forse il lento recupero di Buffon. Così stenta a piegare un Empoli cui il nuovo allenatore - difensivista convinto - cambia volto: un solo attaccante e spazi ben presidiati. Ci vuole una doppietta di Cannavaro, evento miracoloso, per rimontare la punizione iniziale di Almiron e raggiungere l’undicesima vittoria interna. È il migliore di questa squadra ricca di nomi suggestivi, l’unico su un livello sempre altissimo di rendimento. A risultato acquisito, Del Piero - il più in forma fra gli attaccanti - coglie due traverse. Ma con Empoli, Chievo, Reggina, in parte Siena e Lazio, la Juve ha faticato e sofferto. Domenica l’attende l’Ascoli, la migliore fra le matricole.
Il Milan risponde più brillantemente al successo interista di sabato dominando a Siena. La Toscana gli porta bene: vi ha colto le due sole vittorie (l’altra è a Livorno) delle ultime sei trasferte. Ne ha perse quattro. Protagonisti Kaká e Shevchenko. La difesa corre un paio di pericoli: il palo l’aiuta ai primi secondi della ripresa respingendo un tiro di Chiesa. Ma non c’è partita. Nessuno ha segnato come i rossoneri. Ancora infortunato Stam. La vecchia guardia è piena di cicatrici. Sabato arriva a San Siro la Samp. Novellino fu il primo a scoprire le debolezze del Milan.

L’Inter prosegue nella sua cavalcata: ben 30 punti nelle ultime dodici giornate, neppure la Juve sta andando così forte. Se con Cagliari e Treviso s’era giovata di alcuni errori arbitrali, il k.o. rifilato al Palermo è limpido. Soffre un po’ nei primi 15’, rischia per una decina di minuti nella ripresa (palo di Barone all’8’), ma domina a centrocampo (bravissimi Cambiasso e Kily), crea mille problemi alla vacillante difesa siciliana con la classe di Figo, micidiale nei corner, nelle punizioni, nei cross. Tre gol a palle inattive premiano il lavoro di Mancini e puniscono i disattenti giocatori del Palermo.
Zamparini si arrabbia con Delneri: aveva una difesa blindatissima (15 gol l’anno scorso) e si ritrova un colabrodo (32). Ma, se passi da un difensivista come Guidolin ad un tecnico amante dell’offensiva, certi problemi devi metterli nel conto. Visto un Adriano in palla. Ma è la banda argentina a trasmettere grinta, unione, cattiveria. Moratti ha ragione, quando cita la difesa herreriana: questa è diventata il punto di forza, come quella mitica di Helenio. Presi 16 gol, 11 meno di un anno fa. I risultati si fanno così.
L’osservazione vale anche per la Roma. Talvolta le disgrazie diventano utili. L’azzeramento degli attaccanti ha costretto Spalletti a giocare con una punta (oggi Taddei, essendo Totti fuori causa), potenziando il centrocampo e proteggendo in modo eccellente la difesa. Il cui passivo è di 22 gol, rispetto ai 32 di un anno fa. La Roma infila cinque successi di seguito, sale in classifica, espugna anche Udine dove il suo allenatore torna in modo trionfale (fischi a parte). Decisivo Mancini, altro che traditore: le radio romane l’hanno massacrato. Dal ritorno segna 4 gol in campionato. Udinese incompleta e allo sbando. Ayroldi espelle Pinzi e risparmia ingiustamente Cufré ma i due rigori sono indiscutibili. Cosmi espulso, friulani irriconoscibili rispetto alla squadra che andò in Champions. Un Toni gigantesco doma un bel Messina salendo a 21 gol: c’è aria di record. Colpisce anche due traverse. Gli giova la compagnia di Pazzini, un po’ sacrificato negli ultimi tempi. È il partner con cui si trova meglio. Dovrebbero giocare di più insieme. Ciò potrebbe servire anche a Lippi. Buon esordio di Kroldrup: dà sicurezza alla difesa. Prodigioso il progresso di Prandelli: 20 punti più di un anno fa.
Il designatore Mattei insiste su Mazzoleni, giustamente poco stimato da Bergamo e Pairetto. Ed il giovanotto annulla un autogol di Bizera regolarissimo con la complicità dell’assistente Papi, espelle con troppa severità Liverani dopo aver cacciato giustamente Siviglia (ma Abeijon andava ammonito). Non manda via Conti, sostituito dal saggio Sonetti. Un disastro. Legittima l’indignazione di Lotito. Combina guai anche De Santis (e dovrebbe andare ai Mondiali) convalidando il pari del Parma in nettissimo fuorigioco. Nella primavera scorsa, De Santis fece squalificare 6 del Parma per lo spareggio col Bologna. Netto il rigore con cui il Parma batte un Chievo che meritava ben altra sorte. L’Ascoli spara sulla Croce Rossa (il Lecce), la Reggina in casa si trasforma (ai danni della Samp), il Treviso viene raggiunto al 93’ da Galante a Livorno. Sfigato ma cresce.